mardi 14 mai 2013

La psicosi allucinatoria cronica post-Fukushima.



La convinzione delirante ed irremovibile nel innocuità degli effluenti radioattivi precipitati nel ambiente nel corso delle attività nucleari ed in particolare durante le catastrofi nucleari costituisce un grave disturbo psichiatrico della personalità moderna. Questa demenza affligge in particolare gli ambienti dei media, della politica e di alcune sette scientifiche. Si caratterizza con allucinazioni inibitrici che offuscano la  completa percezione del reale amputandone  aspetti essenziali alla coscienza del malato. Totalmente incapace di rivedere le proprie concezioni in funzioni dei dati obiettivi fornitigli dal  reale, il paziente è animato da una larvata convinzione suicida che ne modifica il comportamento sociale. Per rimuovere l’intima angoscia di morte  che lo attanaglia dal fatto della immancabile contaminazione interna che intuisce aver subito, d’altronde molto giustamente, il paziente adopera volentieri un atteggiamento megalomane di “opinionista” che ha i favori dei suicidi maltusiani. Affetto da logorrea egli si esalta nel mistificare altrui per scalfirne l’istinto di sopravvivenza. Alla ricerca perpetua di persuasione coercitiva causa la dipendenza delle persone ingenue e non informate sulla radioprotezione con delle conseguenze irreparabili per la loro propria salute.

Trattamento raccomandato: lungo soggiorno terapeutico  a Fukushima.


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